Salviamo la Natura


La mia felicità è fortemente legata con i paesaggi che mi circondano
non mi accontento di ammirarli ,divento parte di loro
gli uomini non dovrebbero mai perdere il contatto con la natura
condividere tutto con lei è questo quello di cui si ha bisogno
se l'umanità vuole sopravvivere deve capire che non bisogna vivere
contro la natura ma sempre insieme a lei...


Vivere
Soltanto vivere
in quel momento
in quel luogo
senza mappe, senza orologio, senza niente.
Montagne innevate, fiumi, cieli stellati.
Solo Io-Tu e la natura selvaggia...

Parchi nazionali a rischio chiusura? Privatizzazione di aree protette: quali gli scenari possibili?

Parchi nazionali sono a rischio chiusura? La privatizzazione di aree protette: quali gli scenari possibili?

La manovra Tremonti ha dimezzato anche i fondi per parchi e riserve naturali protette.

Il nostro ministro dlel'ambiente Stefania Prestigiacomo dice: «Il taglio del 50% ai parchi nazionali previsto dall'articolo 7 della manovra non è una svista ma fa parte di una precisa strategia che mira alla privatizzazione delle aree protette italiane. Non è la prima volta che il ministro Tremonti prova di mettere in piedi questo meccanismo: già con il Dpef  del 2008 aveva provato a far sciogliere i parchi inserendoli fra gli enti inutili e da tagliare, oggi ci riprova con la manovra». Beh fortuna che ministro dell'ambiente e non del cemento...

Dati dei Verdi: «Il centro destra ha progressivamente ridotto i fondi ai Parchi nazionali. All'insediamento del governo Prodi, nel 2006 i fondi destinati alle aree protette erano di 49 milioni di euro. Nel 2007 riuscimmo a ad ottenere 68 milioni, mentre nel 2008 (ultima finanziaria del centrosinistra) i finanziamenti erano saliti a 68 milioni di euro - spiega il leader del 'Sole che ride' -. Con la vittoria del centrodestra questi fondi sono progressivamente diminuiti: 56 milioni nel 2009, 50 nel 2010 fino ad arrivare ai 25 che farebbero chiudere la maggior parte dei Parchi.
L'obiettivo è evidente: si vogliono portare al collasso le aree protette per procedere alla loro privatizzazione. E' ormai che il centrodestra vuole far diventare i Parchi una fonte di business abbandonando le essenziali funzioni di tutela della natura e della biodiversità. D'altronde lo stesso ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, già nel 2008, ha parlato di fondazioni per la privatizzazione dei parchi».

Intanto il nostro Premier fa lo speaker nello spot «un Paese unico, fatto di cielo, di sole e di mare, ma anche di storia, di cultura e di arte», un Paese «straordinario, che devi ancora scoprire»

 

Ma cosa vorrebbe dire trasformare parchi e riserve marine in una fonte di business? Cosa potrebbe succedere ai fragili pezzetti di natura di questa povera Italia?


ANCHE IL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI A RISCHIO CHIUSURA 13/06/2010
Provincia di Macerata

L’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini rischia la paralisi delle sue attività a causa del taglio del 50% degli stanziamenti per il 2011. A lanciare l’allarme è il WWF Italia, insieme ad altre 11 Associazioni, sia ambientaliste che di rappresentanza del mondo delle aree protette. “Il neo direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Franco Perco, avrà ben altre emergenze da gestire rispetto alla presenza dei cinghiali nell’area protetta, se saranno confermati i tagli previsti dalla manovra del Governo per la gestione dei Parchi Nazionali”, questo il commento del Consigliere nazionale del WWF Italia, Dante Caserta, alla recente intervista rilasciata dal nuovo direttore del Parco ad un quotidiano regionale. La prossima Legge finanziaria colpirà infatti anche le aree protette nazionali, nonostante lo Stato spenda ad oggi per i Parchi Nazionali l'esatto equivalente di un caffè all'anno per ciascun italiano.

Nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini il taglio dei finanziamenti (anche solo del 10% delle già ridotte risorse oggi a disposizione) rischia di determinare la paralisi delle principali attività di conservazione della natura e di valorizzazione del territorio, dal progetto di reintroduzione del Camoscio appenninico in fase di completamento
(con 7 nuove nascite tra gli animali già liberati negli anni scorsi) ai rimborsi per i danni causati dall’Orso “Ulisse” che rischia di compromettere la convivenza con questo esemplare solitario della fauna italiana che rappresenta un importante segnale del benessere ecologico del territorio del parco, all’adeguato risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica all’agricoltura, alla realizzazione di progetti di ricerca e conservazioni sui rettili e anfibi del parco, alla vigilanza complessiva del territorio da parte del Corpo Forestale dello Stato. A rischio anche le attività di educazione ed informazione ambientale fondamentali per far crescere la sensibilizzazione delle nuove generazioni verso la conservazione del nostro territorio e coinvolgere le scuole del territorio nella gestione del Parco ed infine la promozione del turismo nell’area del Parco attraverso la valorizzazione del circuito escursionistico del “grande anello dei Sibillini”.

Dal punto di vista finanziario i Parchi Nazionali sono già allo stremo e il taglio del 10%, che si somma agli analoghi ripetutamente fatti negli scorsi anni, porta gli Enti Parco sotto il livello della sopravvivenza e soprattutto colpisce anche gli Enti che negli anni hanno adottato misure di risparmio
. L’eventuale taglio del 50% poi non consentirebbe neanche di ottemperare agli obblighi contrattuali in essere con il personale, per le sedi, per la sorveglianza, per la gestione dei mezzi. Insomma tutte le realtà economiche che ruotano intorno alle aree protette, le cooperative per l’educazione ambientale, per il turismo, per tutti gli altri servizi connessi alla conservazione della natura, nonché i posti di lavoro presso gli enti, subirebbero un gravissimo collasso. Il popolo dei Parchi non rimane indifferente davanti alla crisi economica e ai sacrifici necessari a superarla, ma la medicina, il rimedio, non deve essere uguale per tutti altrimenti il rischio è quello di sterminare le aree protette, che pur essendo in forte sofferenza, riescono ancora a garantire un efficace presidio a tutela della natura sul territorio!

12 associazioni, sia ambientaliste che di rappresentanza del mondo delle aree protette (WWF, Legambiente, Unione per i parchi e la natura d’Italia, Marevivo, CTS, Aidap associazine italiana direttori e funzionari aree protette, 394 associazione nazionale dipendenti aree protette, AIGAP associazione italiana guardaparco, Istituto Pangea onlus, LIPU, Italia Nostra, FAI), hanno sottoscritto in un comunicato stampa congiunto un allarme – appello per evidenziare che i già limitatissimi finanziamenti per i parchi non possono essere ulteriormente ridotti, pena la morte certa di un paziente in molti casi agonizzante.


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